La fobia scolare (rifiuto scolare) è l’ansia e la paura ad andare a scuola. Tale repulsione porta a frequenti assenze che non sono giustificabili da una mancanza d’interesse o da “capricci” ma dal reale timore nell’affrontare il contesto scolastico.
Tale disturbo ha spesso un esordio nell’infanzia ma si può presentare anche nell’adolescenza. In Italia si stima che la frequenza di questo disturbo sia tra l’1% e il 5%.
Lo scopo sottostante è evitare di trovarsi in una situazione carica di angoscia spesso per timore di essere ridicolizzati, rimproverati o giudicati negativamente. Alla base ci possono essere differenti ragioni come: problemi d’apprendimento, problemi con il gruppo dei pari o con gli insegnanti, bullismo, problemi di vita non legati al contesto scolastico (separazione dei genitori, ansia da separazione…).
La fobia scolare si può presentare con differenti sintomi tra cui:
- Ansia anticipatoria. Frequente è l’ansia della domenica sera al solo pensiero di dover affrontare una nuova settimana scolastica;
- Problemi di mal di pancia e nel controllo degli sfinteri.
- Ansia elevata nel tragitto per giungere a scuola o nell’entrare tali da poter attivare attacchi di panico;
- Mal di testa, capogiri, tachicardia, tremori, nausea, vomito, dolori muscolari e toracici.
Sono state identificate quattro variabili del rifiuto scolare:
- Rifiuto della scuola per evitare stimoli collegati al contesto scolastico che provocano loro emozioni negative;
- Rifiuto della scuola per sfuggire da situazioni sociali avversive e/o valutative;
- Rifiuto della scuola allo scopo di ottenere attenzione da altre figure significative;
- Rifiuto della scuola per perseguire ricompense concrete.
Risulta importante una corretta analisi del rifiuto scolare per poter attuare la terapia adeguata per lo specifico caso.